Oltre l’omologazione e la contrapposizione

Il racconto della Pentecoste, negli Atti degli Apostoli, ci riempie di stupore. Uomini semplici e di poca cultura, fino ad allora impauriti e chiusi nello stesso luogo, escono fuori sospinti da un forte vento, e cominciano a parlare. Gesù aveva promesso che sarebbe venuto il Consolatore, l’altro Paraclito, e avrebbe insegnato loro ogni cosa sul suo conto. Anzi, già la stessa sera del giorno di Pasqua, Gesù aveva donato lo Spirito, abilitandoli a perdonare in suo nome – ci ha ricordato il brano evangelico. Ma si vede che questo non è ancora tutto: il dono dello Spirito procede rispettando le nostre lentezze, attende i tempi umani, ma avanza instancabilmente.

Cinquanta giorni dopo, finalmente è arrivata l’ora di uscire fuori, di annunciare a tutti che Gesù crocifisso è il Signore risorto dai morti. Gente venuta da ogni parte capisce nella propria lingua, con grande meraviglia.

Che cosa è avvenuto il giorno di Pentecoste? Ce lo ha ricordato san Paolo: non si può dire «Gesù è Signore!», se non sotto l’azione dello Spirito santo. Gli apostoli aprono la bocca e dicono questo non da se stessi, e poi c’è un effetto sorprendente: lo stesso Spirito apre le orecchie a chi ascolta, in modo che ci si possa intendere.

Tante volte capita anche a noi di parlare senza intendersi. Non ci capiamo perché ognuno pensa più a ciò che dice che a ciò che ascolta. Si parla senza dialogare. Il dialogo richiede prima di tutto l’ascolto, la disponibilità ad accogliere invece di imporsi. Il prodigio della Pentecoste ci insegna che quando siamo aperti all’azione di Dio, riusciamo a sentire meglio anche gli altri.

L’apostolo Paolo ci fa riflettere sugli effetti dell’accoglienza dello Spirito santo: «Vi sono diversi carismi, ma uno solo è lo Spirito. […] A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune».

Abbiamo tutti bisogno di imparare la bellezza delle differenze, la ricchezza delle particolarità, l’armonia tra voci diverse. La tentazione della omologazione, dove tutti la pensano allo stesso modo e fanno le stesse cose è molto simile, seppur per contrasto, con quella della opposizione radicale, dove tutti sono contro tutti. Riconosceremo che lo Spirito santo opera in mezzo a noi dalla resistenza a queste due tentazioni: dell’omologazione e della contrapposizione. Il mondo di oggi, infatti, oscilla spesso tra i due poli: o tutti uguali, o tutti contro. Anzi, peggio ancora: tutti uguali da una parte, contro tutti gli altri dall’altra. Lo Spirito santo che abbiamo ricevuto, invece, ci insegna la strada del dialogo, dell’armonia, della comunione. Da questo dono nasce il compito di essere per il nostro prossimo: «nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto»

Don Maurizio