«Nessuno le strapperà dalla mia mano»

Lo ripete due volte, Gesù, che nessuno potrà strappare dalle sue mani e da quelle del Padre le sue pecore, i suoi amici, l’umanità amata senza riserve, fino in fondo, per l’eternità. È la sua promessa e il suo desiderio. Queste affermazioni sono talmente decise e intense da suscitare in noi una certezza incrollabile: l’amore col quale Gesù ci tiene e ci trattiene con sé è più forte di qualunque cosa, del peccato e della morte.

Eppure siamo consapevoli della nostra fragilità, delle resistenze che ci trattengono dal fidarci e affidarci. Ma questo non impedisce al Signore di rivolgerci ancora la sua parola, la sua voce continua a risuonare nella Chiesa, per farsi spazio nei nostri cuori, e penetrare la coscienza anche di coloro che sembrano più lontani. Si tratta del suo fermo desiderio di custodirci. Ci abbraccia senza soffocarci. Ci sussurra al cuore senza invaderci. Guida senza forzare. Lenisce le ferite con tenerezza. Si fa presente senza dominare.

Cosa possiamo imparare dall’immagine del buon pastore? Prima di tutto, che Egli si è fatto Agnello, piccolo, ferito e insanguinato – come ci ha ripetuto la seconda lettura, dall’Apocalisse – e solo così vuol sedere sul trono del suo regno eterno di amore e di pace. Dalle sue piaghe siamo guariti. Non ci resta che affidarci all’amore crocifisso e glorioso del Signore Gesù, debole con i deboli, misericordioso con i peccatori, ma anche giusto con i prepotenti della storia.

A Lui affidiamo le nostre tristezze per questo mondo malato di egoismo, a Maria sua Madre consegniamo il dolore per le vittime della guerra, per tutti i bambini che oggi sono rimasti senza la mamma. Ringraziamo il Signore per la mamma che ci ha donato: rimarrà sempre il suo dono più grande, sia in cielo sia in terra.

«C’è un posto nel mondo
dove il cuore batte forte,
dove rimani senza fiato,
per quanta emozione provi,
dove il tempo si ferma
e non hai più l’età;
quel posto è tra le tue braccia
in cui non invecchia il cuore,
mentre la mente non smette mai di sognare…
Da lì fuggir non potrò
poiché la fantasia d’incanto
risente il nostro calore e no…
non permetterò mai
ch’io possa rinunciar a chi
d’amor mi sa far volar».

[Alda Merini, Tra le tue braccia]

don Maurizio

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