Gruppo informale “Cultura e carità”

– Webinars su I semi teologici di Francesco

Calendario:

Venerdì 19 marzo ore 21 – Il discernimento (Marisa Bonamici)

Per partecipare al Webinar, ecco le credenziali per accedere:

Link alla riunione: https://zoom.us/j/93363904160?pwd=bHpaTUxCT2lEd0Vob3p4eTNHbzFqZz09
ID riunione: 933 6390 4160
Passcode: 9Vivq7

E’ consigliato scaricare Zoom sul proprio dispositivo.

14 marzo – S.Messa di suffragio per Suor Ilaria

Domenica 14 marzo 2021 non ci sarà l’Eucaristia delle ore 12 alla Chiesa di San Sepolcro perchè don Maurizio celebrerà – alle ore 11 presso la Chiesa del Sacro Cuore di Pontedera – la S. Messa di suffragio per i 14 anni dalla salita al cielo di Suor Ilaria Meoli.

Per chi non potrà essere presente la Messa sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube della Parrocchia (https://www.youtube.com/channel/UCfOPCBYkt1RKRNwZ-dfNuWg) e l’omelia sarà caricata anche sul nostro sito con le consuete modalità.

In tale occasione sarà effettuata anche una colletta destinata alle urgenze dell’ospedale di Bossémptéle, l’ospedale di Suor Ilaria. Chi volesse partecipare alla raccolta può donare il necessario per pagare un ecografia (4,50 €), una visita ginecologica (16 €), un cesareo o altro intervento chirurgico di urgenza (da 77 a 100 €); mancano monitor, lampade, aspiratore e altri materiali per la sala operatoria. Suor Ilaria non si è mai voltata dall’altra parte di fronte alle sofferenze dei fratelli; lei è per noi è un esempio luminoso e possiamo con poco seguire le sue orme.

Chi volesse partecipare e non può essere presente può effettuare una donazione per l’Ospedale Giovanni Paolo II di Suor Ilaria a Bossémptelé facendo un bonifico sul conto corrente dell’Associazione Noi Per L’Africa e il Mondo – Banca di Pisa e Fornacette (IBAN – IT36Q0856270910000010459303).

Lessico spirituale per Casa Ilaria

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Luce

«Chiunque infatti fa il male, odia la luce […]. Invece chi fa la verità viene verso la luce» (Giovanni 3,20-21). La luce, quanto ne abbiamo bisogno in questo tempo oscuro! Molti ricorrono all’immagine del tunnel per rappresentare il sentimento comune in epoca di pandemia. La speranza di uscirne sembra totalmente riposta nell’efficacia dei vaccini, nella scoperta di cure adeguate, in definitiva nella scienza. Probabilmente sarà così, anche se fino ad ora ne abbiamo conosciuto l’incertezza e la fragilità. C’è stata perfino una stagione culturale incentrata sulla venerazione della ragione – l’Illuminismo – con la fiducia sfrenata nelle capacità umane, non di rado opposte a quelle di una fede ritenuta fin troppo onnipotente, ma di fatto incapace di rispondere a tutto.

Sono sempre esistite persone cosiddette illuminate, rischiarate da una luce superiore, riconosciute al di sopra degli altri per la capacità di vedere oltre: scienziati, artisti, poeti, sapienti, santi. L’incanto dell’illuminazione implica la diffusa sensazione di un talento non comune, dato a pochi, ma al quale tutti aspirano. Eppure anche per i migliori viene il momento delle tenebre, quando la vena s’inaridisce, tarda l’ispirazione, il risultato non arriva. Forse solo allora si comprende veramente cos’è la luce: che non esiste in sé, ma solo in ciò che ne viene colpito. Quando non ci sono più i colori ne avvertiamo l’assenza, nonostante il fascino consolatorio del bianco e nero, che spesso però diventa grigio. Questa è l’ora d’invocare il dono della luce, seppur tiepida, fosse anche solo un tenue bagliore, senza paura della verità, di cui non possiamo fare a meno.

A questo ci fa pensare il canto ispirato di Franco Battiato:

Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente;
quando il mio percorso, si fa incerto.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone più alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
è tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Perché le gioie del più profondo affetto,
o dei più lievi aneliti del cuore,
sono solo l’ombra della luce.
Ricordami, come sono infelice
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Perché la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l’ombra della luce.

don Maurizio

Nuovo calendario Messe

Per gentile ospitalità del Parroco del Carmine,
celebrerò la Santa Messa nella chiesa di San Sepolcro
nelle seguenti domeniche:

  • Domenica 14 marzo – non c’è la Messa delle ore 12
  • Domenica 21 marzo – ore 12
  • Domenica 28 marzo – ore 12      (pranzo con i poveri – ore 13)
  • Santa Pasqua – 4 aprile – ore 12
  • Domenica 11 aprile – ore 12
  • Domenica 18 aprile – ore 12
  • Domenica 25 aprile – ore 12       (pranzo con i poveri – ore 13)
  • Domenica 2 maggio – ore 12
  • Domenica 9 maggio – ore 12
  • Domenica 16 maggio – non c’è la messa delle ore 12
  • Domenica 23 maggio – ore 12
  • Domenica 30 maggio – ore 12    (pranzo con i poveri – ore 13)

* La Santa Messa delle 12 non è parrocchiale

Don Maurizio Gronchi

Lessico spirituale per Casa Ilaria

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Indignazione

«Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio» (Giovanni 2,13-15). Si può rimanere sorpresi dalla forte reazione di Gesù nei confronti dei venditori nel tempio, come pure trovarvi la spinta per sostenere con determinazione ciò in cui si crede. Al di là dello zelo che Gesù ha per la casa del Padre suo, l’episodio evangelico ci suggerisce di riflettere sul sentimento di sdegno che sorge in ciascuno di noi di fronte alle ingiustizie. L’indignazione nasce dal vivo risentimento per quel che offende il senso di umanità, di giustizia e la coscienza morale. Ci sono situazioni in cui nasce prepotente nell’animo un impeto che non sappiamo se è forte risentimento o addirittura rabbia. Forse vorremmo dominarlo, ma c’è un fuoco ardente difficile da spegnere. Allora come discernere? Che cosa fare?

Ci sono molti modi per reagire a ciò che contrasta con la legittima aspirazione al bene comune: alcuni si arrendono e subiscono, altri scelgono la forza, altri ancora preferiscono tentare la mediazione. Nei vari scenari del mondo esistono diverse forme di oppressione dei più deboli, come lo sfruttamento economico dei Paesi in via di sviluppo da parte dei più potenti. Tra questi, specialmente oggi, ci sono popoli che non vedranno una sola dose di vaccino. Per non parlare delle organizzazioni criminali e mafiose che sfruttano le situazioni di fragilità in cui versano intere nazioni.

Considerando queste situazioni, così si esprimeva papa Francesco: «ci dovrebbero indignare soprattutto le enormi disuguaglianze che esistono tra di noi, perché continuiamo a tollerare che alcuni si considerino più degni di altri. Non ci accorgiamo più che alcuni si trascinano in una miseria degradante, senza reali possibilità di miglioramento, mentre altri non sanno nemmeno che farsene di ciò che possiedono» (Laudato si’, 90).

L’indignazione è quell’impulso interiore che aspira a ristabilire la giustizia, ma riesce a non cedere a rabbia e violenza quando guarda oltre, e perciò sa trovare vie possibili di conciliazione, superando la logica del conflitto. Solo così possiamo passare dall’indignazione alla valorizzazione della dignità. A poco varrebbe, infatti, indignarsi senza impegnarci a costruire alternative dove venga rispettata la dignità di tutti. Merita dunque riflettere ancora sulle parole del papa nella sua ultima enciclica: «Vivere indifferenti davanti al dolore non è una scelta possibile; non possiamo lasciare che qualcuno rimanga “ai margini della vita”. Questo ci deve indignare, fino a farci scendere dalla nostra serenità per sconvolgerci con la sofferenza umana. Questo è dignità» (Fratelli tutti, 68).

don Maurizio