Coro “Laudate pueri”

– Calendario dei prossimi incontri del coro –
  • 27 marzo;
  • 24 aprile;
  • 29 maggio;
  • 26 giugno.

Le prove, dalle 15,30 alle 17, sono dirette dal maestro Marco Mustaro, e accompagnate all’organo da Virginia Mannocci. Per informazioni contattare marcomustaro@gmail.com, cellulare 3494297163.

Ultima prova: sabato 29 maggio
sabato 27 marzo
Alcuni momenti dell’incontro

Lessico spirituale per Casa Ilaria

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Servire

«Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore» (Giovanni 12,26). Il verbo servire deriva dal latino servus, schiavo; in greco, pais indica sia il servo sia il figlio. Ci si riferisce comunque ad una relazione asimmetrica, quella da cui oggi prendiamo distanza, in favore di uguaglianza, fraternità e libertà, i valori propugnati con forza dalla Rivoluzione francese, richiamati anche da papa Francesco, con il loro respiro evangelico, nell’ultima enciclica Fratelli tutti (nn. 103-105). Al senso negativo di servire, tuttavia, se ne affianca anche uno positivo: a che serve una cosa, una persona? Qual è la sua utilità, il suo apporto, il suo valore?

Spesso capita di contrapporre il servizio al potere: si sta dalla parte di chi comanda o da quella di chi è sottomesso. In realtà, c’è un modo per superare l’alternativa, per esempio quando si rinuncia ad ottenere ad ogni costo ciò che si vuole, evitando di strumentalizzare l’altro, di renderlo funzionale al proprio interesse. Ciò che trasforma il potere in servizio è scegliere di donare invece di prendere, di partire dall’altro anziché da se stessi, di cercare cosa fa bene a tutti piuttosto che solo a me.

Diceva l’imprenditore Adriano Olivetti: «La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? Occorre superare le divisioni fra capitale e lavoro, industria e agricoltura, produzione e cultura. A volte, quando lavoro fino a tardi vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno, degli impiegati, degli ingegneri, e mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza».

Forse il modo migliore per non temere di perdere qualcosa è quello di donarla, come suggeriva Alessandro Manzoni:

«Occupati dei guai, dei problemi
del tuo prossimo.
renditi a cuore gli affanni,
le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te,
la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio.
Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso
quando tu hai voglia di piangere.
Produci serenità
dalla tempesta che hai dentro.
“Ecco, quello che non ho te lo dono”.
Questo è il tuo paradosso.
Ti accorgerai che la gioia
a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua nella misura
in cui l’avrai regalata agli altri».

don Maurizio

Gruppo informale “Cultura e carità”

– Webinars su I semi teologici di Francesco

Calendario:

Venerdì 19 marzo ore 21 – Il discernimento (Marisa Bonamici)

Per partecipare al Webinar, ecco le credenziali per accedere:

Link alla riunione: https://zoom.us/j/93363904160?pwd=bHpaTUxCT2lEd0Vob3p4eTNHbzFqZz09
ID riunione: 933 6390 4160
Passcode: 9Vivq7

E’ consigliato scaricare Zoom sul proprio dispositivo.

14 marzo – S.Messa di suffragio per Suor Ilaria

Domenica 14 marzo 2021 non ci sarà l’Eucaristia delle ore 12 alla Chiesa di San Sepolcro perchè don Maurizio celebrerà – alle ore 11 presso la Chiesa del Sacro Cuore di Pontedera – la S. Messa di suffragio per i 14 anni dalla salita al cielo di Suor Ilaria Meoli.

Per chi non potrà essere presente la Messa sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube della Parrocchia (https://www.youtube.com/channel/UCfOPCBYkt1RKRNwZ-dfNuWg) e l’omelia sarà caricata anche sul nostro sito con le consuete modalità.

In tale occasione sarà effettuata anche una colletta destinata alle urgenze dell’ospedale di Bossémptéle, l’ospedale di Suor Ilaria. Chi volesse partecipare alla raccolta può donare il necessario per pagare un ecografia (4,50 €), una visita ginecologica (16 €), un cesareo o altro intervento chirurgico di urgenza (da 77 a 100 €); mancano monitor, lampade, aspiratore e altri materiali per la sala operatoria. Suor Ilaria non si è mai voltata dall’altra parte di fronte alle sofferenze dei fratelli; lei è per noi è un esempio luminoso e possiamo con poco seguire le sue orme.

Chi volesse partecipare e non può essere presente può effettuare una donazione per l’Ospedale Giovanni Paolo II di Suor Ilaria a Bossémptelé facendo un bonifico sul conto corrente dell’Associazione Noi Per L’Africa e il Mondo – Banca di Pisa e Fornacette (IBAN – IT36Q0856270910000010459303).

Lessico spirituale per Casa Ilaria

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Luce

«Chiunque infatti fa il male, odia la luce […]. Invece chi fa la verità viene verso la luce» (Giovanni 3,20-21). La luce, quanto ne abbiamo bisogno in questo tempo oscuro! Molti ricorrono all’immagine del tunnel per rappresentare il sentimento comune in epoca di pandemia. La speranza di uscirne sembra totalmente riposta nell’efficacia dei vaccini, nella scoperta di cure adeguate, in definitiva nella scienza. Probabilmente sarà così, anche se fino ad ora ne abbiamo conosciuto l’incertezza e la fragilità. C’è stata perfino una stagione culturale incentrata sulla venerazione della ragione – l’Illuminismo – con la fiducia sfrenata nelle capacità umane, non di rado opposte a quelle di una fede ritenuta fin troppo onnipotente, ma di fatto incapace di rispondere a tutto.

Sono sempre esistite persone cosiddette illuminate, rischiarate da una luce superiore, riconosciute al di sopra degli altri per la capacità di vedere oltre: scienziati, artisti, poeti, sapienti, santi. L’incanto dell’illuminazione implica la diffusa sensazione di un talento non comune, dato a pochi, ma al quale tutti aspirano. Eppure anche per i migliori viene il momento delle tenebre, quando la vena s’inaridisce, tarda l’ispirazione, il risultato non arriva. Forse solo allora si comprende veramente cos’è la luce: che non esiste in sé, ma solo in ciò che ne viene colpito. Quando non ci sono più i colori ne avvertiamo l’assenza, nonostante il fascino consolatorio del bianco e nero, che spesso però diventa grigio. Questa è l’ora d’invocare il dono della luce, seppur tiepida, fosse anche solo un tenue bagliore, senza paura della verità, di cui non possiamo fare a meno.

A questo ci fa pensare il canto ispirato di Franco Battiato:

Difendimi dalle forze contrarie,
la notte, nel sonno, quando non sono cosciente;
quando il mio percorso, si fa incerto.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Riportami nelle zone più alte
in uno dei tuoi regni di quiete:
è tempo di lasciare questo ciclo di vite.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Perché le gioie del più profondo affetto,
o dei più lievi aneliti del cuore,
sono solo l’ombra della luce.
Ricordami, come sono infelice
lontano dalle tue leggi;
come non sprecare il tempo che mi rimane.
E non abbandonarmi mai…
Non mi abbandonare mai!
Perché la pace che ho sentito in certi monasteri,
o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa,
sono solo l’ombra della luce.

don Maurizio