Lessico spirituale per Casa Ilaria

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Domenica 10 gennaio 2021 – Battesimo del Signore – Anno B

Leggerezza

«Vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba» (Marco 1,10). Questa immagine, scolpita nella scena del battesimo di Gesù, esprime il delicato tocco divino, e ci invita a riflettere sul tema della leggerezza, oggi particolarmente utile a chi, come noi, a causa della pandemia, vive immerso nella pesantezza di tutti i giorni, nello stress, nella rabbia, nell’insoddisfazione, nelle delusioni per le aspettative mancate. È possibile prendere le cose in maniera più leggera – certo non con superficialità – in modo che la nostra vita e quella degli altri non ci soffochi?

Nelle sue Lezioni americane, Italo Calvino scriveva: «Prendete la vita con leggerezza, ché leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore». Talvolta capita di aggiungere pesi su pesi, soprattutto interiori, quando è ridotta la libertà di movimento, quando ci assillano le responsabilità verso chi amiamo, e la paura di non farcela ci assale. È allora il momento di non dare peso all’inessenziale, di cominciare a planare sulle cose. Essere leggeri significa fare un passo avanti rispetto a chi rincorre l’eccesso, senza mai trovare pace.

Facciamo una breve riflessione a partire dal film cult di Zemeckis, Forrest Gump (1994). Le stesse due scene che aprono e chiudono il film, che ci mostrano il volteggiare di una piuma, costituiscono la dichiarazione poetica del film: l’elogio della leggerezza. Forrest vive e narra la sua esistenza, in cui si accumulano esperienze pesanti ed estreme, ogni volta condotte al massimo di possibilità. È un bambino “ritardato” bullizzato, che corre come il vento; diventa eroe sportivo, di guerra, runner instancabile, imprenditore multimilionario. Percorre e ripercorre la vita con la disarmante leggerezza che il suo deficit cognitivo gli comporta. Eppure, in tanta innocente parziale incoscienza, Forrest mostra di cogliere il cuore essenziale della vita: la fedeltà ai legami di amore e di amicizia, che lo accompagnano e lo conducono fino alla possibilità di protendersi con gentilezza verso tutti. Con senso di amorevole e tenera cura verso la vita che muore, e che, in modo improbabile, come tutto nella sua storia, nasce e cresce accanto e da lui, nel piccolo Forrest, suo figlio.

Anche noi faremo esperienza di leggerezza dando meno peso alle cose materiali, che preoccupano molti, e prendendo più sul serio le persone che contano meno. Ciò equivale a donare e a togliere, al tempo stesso, qualcosa nelle relazioni. Concretamente vuol dire: accogliere senza trattenere, custodire senza possedere, abbracciare senza soffocare, condividere senza sprecare, curare senza pretendere di guarire, lavorare senza affannarsi, raccogliere senza accumulare, partecipare senza protagonismo.

Lessico Spirituale per Casa Ilaria

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Vangelo di domenica 3 gennaio 2021

Figli

«Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui» (Luca 2,33). I figli stupiscono, meravigliano, cominciando da quando mamma e babbo tengono in braccio i propri bambini per la prima volta. Tutta la vita sarà una scoperta della loro novità: irriducibile, incantevole, persino soprannaturale. Un figlio è un miracolo: dono dall’alto che sorge dal basso. Viene da un altrove che non ci appartiene. L’umanità è fatta di figli più che di genitori, perché tutti siamo generati, ma non tutti abbiamo figli. Scoprire perché siamo al mondo, perché siamo fatti così, a che cosa saremo destinati è l’avventura umana. Misteriosa la libertà che crediamo ci sia data, segnati come siamo dalla determinazione dei cromosomi, scolpiti dai tratti somiglianti dell’origine, eppure vocati ad irriducibile alterità.

La vita non solo si trasmette, prima ancora la si accoglie. La scelta responsabile di generare non è separabile dalla risposta generosa ad una offerta che ci trascende. Questa è la prospettiva fondamentale in cui comprendere l’importanza della fecondità di cui i coniugi sono custodi e non proprietari. Nessun automatismo vale a giustificare quello che è sempre e comunque un dono e mai un diritto. Venire al mondo, dunque, non è mai un errore, anche quando i figli sono rifiutati, abbandonati o sono frutto di violenza. Se non vengono protetti dai genitori, è responsabilità degli altri membri della famiglia custodirli. Non è vero che i figli abbandonati non sono di nessuno: appartengono a tutti, e chi è più vicino deve farsene carico.

Da come si è amati fin dai primi istanti di vita, dalla tenerezza con cui si è protetti e incoraggiati dipenderà molto della propria futura autostima, della fiducia in sé stessi, persino della propria percezione di Dio. Il prodotto finito – o meglio, semilavorato – di cui i genitori potranno andar fieri quando il figlio si renderà finalmente indipendente e pronto a seguire la propria strada, ha una sola etichetta: la libertà. Aver fatto il possibile per rendere un figlio libero significa averlo accolto, custodito e messo in condizioni di rispondere all’amore.

Una famiglia col cuore grande sarà capace di offrire il proprio calore domestico ai più deboli e ai feriti dalla vita, a quelli che hanno la famiglia a pezzi o sono pezzi di famiglia. Come scrive papa Francesco in Amoris laetitia: «Questa famiglia allargata dovrebbe accogliere con tanto amore le ragazze madri, i bambini senza genitori, le donne sole che devono portare avanti l’educazione dei loro figli, le persone con disabilità che richiedono molto affetto e vicinanza, i giovani che lottano contro una dipendenza, le persone non sposate, quelle separate o vedove che soffrono la solitudine, gli anziani e i malati che non ricevono l’appoggio dei loro figli, fino a includere nel loro seno “persino i più disastrati nelle condotte della loro vita”» (n. 197).

don Maurizio

ORARI CELEBRAZIONI

Per gentile ospitalità del Parroco del Carmine, celebrerò la Santa Messa nella chiesa di San Sepolcro nelle seguenti domeniche:

Domenica 10 gennaio – ore 12

Domenica 17 gennaio – ore 12

Domenica 24 gennaio – ore 12 (pranzo con i poveri – ore 13)

Domenica 31 gennaio – ore 12

Domenica 7 febbraio – non c’è la Messa delle ore 12

Domenica 14 febbraio – ore 12

Domenica 21 febbraio – ore 12

Domenica 28 febbraio – ore 12 (pranzo con i poveri – ore 13)

Domenica 7 marzo – ore 12

* La Santa Messa delle 12 non è parrocchiale

Don Maurizio Gronchi