Una moltitudine immensa

Oggi, la solennità di Tutti i santi ci invita ad alzare lo sguardo al cielo, e ringraziare il Signore per il dono di una moltitudine immensa di fratelli e sorelle che hanno creduto, sperato e amato, nel nome di Gesù, senza risparmio. Perciò essi sono nella pienezza della vita e della gioia: sono beati, come ci ha ricordato il vangelo.

Potremmo scoraggiarci al pensiero che queste persone sono diventate “perfette”, ma dimenticheremmo che la santità è stata prima di tutto opera della grazia di Dio, del suo amore che le ha attratte e condotte, non senza le resistenze e le cadute che avvengono per tutti noi. Ci porterebbe fuori strada l’idea che i santi sono stati supereroi: il segreto che li accomuna è l’umiltà, la piccolezza che, come per Maria, ha permesso al Signore di fare cose grandi. Questo ci dà fiducia, c’è per tutti la chiamata a diventare migliori, a lasciarci plasmare dall’amore insistente di Gesù, che ci vuole felici. Certo, la pienezza della gioia è rimandata più avanti, quando il cammino sarà compiuto, ma intanto possiamo sperimentarla col perdono.

Lasciarci rialzare dopo aver inciampato riempie il cuore di gioia, ci fa sentire amati sempre e comunque, nonostante e persino attraverso la debolezza.

Purtroppo ci sono due idee sbagliate che circondano il tema della santità. Una è quella che ci fa ritenere dei privilegiati alcuni, come se fossero dei predestinati, dei genii innati, ai quali è costato poco fare le cose più difficili. L’altra, all’opposto, è quella di pensare che l’impegno sovrumano ha ottenuto i risultati impossibili per chi ha meno risorse, e fa più fatica anche nei piccoli miglioramenti.

Se fosse così, nell’uno e nell’altro caso, la maggioranza dell’umanità sarebbe tagliata fuori. In verità, non è così: tutti siamo chiamati alla santità. Se leggiamo le vite dei santi, ci accorgiamo di quante prove i santi hanno dovuto sostenere, soprattutto nella vita quotidiana. Per questo, Gesù, nelle beatitudini di oggi, ci incoraggia, in due direzioni. La prima vale per tutti i sofferenti: poveri, piangenti, affamati, perseguitati – quattro categorie di persone che sono la gran parte dell’umanità. Poi, le altre quattro categorie, che si prendono cura degli altri: miti, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace. Anche questi sono una moltitudine immensa, silenziosa, nascosta, che non fa rumore. Forse tra noi ci sono più santi di quanti immaginiamo.

La festa di oggi ci infonde speranza e fiducia: il Signore Gesù è vicino a chi soffre – e sono tanti nel mondo –, e dà forza e coraggio a tanti altri che si prendono cura dei fratelli e delle sorelle più deboli. Ci rivolgiamo ai santi, che sono nostri modelli e intercessori – come ci ha insegnato il concilio Vaticano II – per domandare a questi fratelli e sorelle che hanno lasciato dietro di sé un sovrappiù di amore di sostenerci nel cammino incidentato che ci è posto dinanzi. Ci protegga la Vergine santa, madre di tutti i santi.

Don Maurizio